Filippine

Come in pochi altri luoghi al mondo le Filippine, così chiamate in onore del re di Spagna Filippo II, hanno mantenuto un patrimonio naturalistico inestimabile. Sono costituite da un arcipelago di 7000 isole tropicali, frammenti del continente asiatico staccatisi attraverso millenarie vicende geologiche, alcune così piccole da scomparire alla vista con l’alta marea, altre tanto grandi da non poter essere attraversate in meno di qualche giorno di viaggio. Solo 462 isole sono vaste più di un kmq e tra tutte circa un migliaio sono ancora disabitate. Possiamo dividere l’arcipelago in tre grandi gruppi principali: Luzon, la più grande del nord, Visayas, un’esplosione di isole al centro, Mindanao, una grande isola del sud ricca di storia e cultura propria. Le coste sabbiose bagnate dall’oceano Pacifico, dal mare Cinese, dai mari di Sulu e di Celebes e la vicinanza con l’equatore fanno beneficiare queste terre di un clima tropicale. Il risultato è un insieme armonioso di alture ricoperte di grandi foreste, di immense pianure verdi e rigogliose, di fiumi, di cascate, di insenature e di baie coralline dove ogni elemento è protagonista di un ciclo naturale che lega indissolubilmente al mare. Grazie ad una natura gelosa che si è sempre contrapposta ai domini di tutte le epoche, esistono in questo arcipelago 8500 specie di fiori, 1000 specie di felci, ancora 1000 specie di orchidee e foreste con una varietà di alberi davvero considerevole. Facilmente ci si può addentrare in un mondo che raccoglie in un apparente disordine un’abbondanza di tutti gli elementi naturali immaginabili: montagne, foreste, torrenti impetuosi, risaie, grandi pianure, vulcani, spiagge bianche adombrate da esili palme lambite da acque di smeraldo e ancora oltre 500 specie di uccelli, divertenti pappagalli e farfalle misteriose che giungono perfino dall’Himalaya. Ed ancora animali rarissimi come il topo cervo, il topo ragno, il topo nuvola e i colossali carabao che pascolano nelle risaie verdissime. E poi i pesci, più di 2000 varietà: il minuscolo Tabio (il più piccolo del mondo) e il grande Bulik. E poi conchiglie e fondali: un paradiso per gli amanti del mondo subacqueo. E poi, primi fra tutto, la gente: volti diversi ed espressivi, sempre spontanei e schiettamente ospitali. Tra i popoli asiatici il popolo filippino vanta le origini più diverse: malesi, polinesiane, cinesi, indiane, europee ed americane. Questa incredibile mescolanza ha dato corpo ad una popolazione le cui radici e culture si perdono nella notte dei tempi. La fusione di tante razze e l’adattamento continuo a nuove abitudini ha dato al popolo una grande disponibilità umana verso il prossimo, chiunque esso sia, ed una capacità di comprendere uniche al mondo. Oltre ad esplorare i territori montani del nord dove si incontrano ancora villaggi Ifugao e risaie a terrazze che sono qui da duemila anni si può venire nelle Filippine per godere di un mare di indescrivibile bellezza. Un viaggio nelle Filippine è totalmente appagante perché si verifica in un autentico paradiso terrestre, come narra una leggenda del posto che considera ogni isola una pietra preziosa giunta dal cielo.

Clima
Tipicamente tropicale. L'arcipelago delle Filippine, pur presentando alcune differenze a causa della diversa latitudine delle isole e della presenza dei rilievi, offre in genere temperature elevate con minime escursioni stagionali (a Manila la media del mese più freddo è 25°C, quella del mese più caldo 29°C.) e piovosità abbondante con un carattere stagionale più accentuato a ovest dove maggiore è l'influsso dei monsoni. Per recarsi nell'arcipelago filippino è consigliato il periodo di bel tempo compreso tra novembre e maggio, periodo secco e non piovoso. Il periodo delle piogge va da giugno ad ottobre. In questo periodo possono abbattersi i tifoni (specialmente sul versante oceanico), tipici delle Filippine. Questi possono essere violenti e produrre danni anche rilevanti. Per quanto riguarda le immersioni e la visibilità nell’arcipelago di Palawan il periodo migliore va da marzo a maggio quando la visibilità è di 30 metri e le condizioni di superficie sono ottime.

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