Perù

La Repubblica del Perù, grande più di quattro volte l’Italia ma abitata da soli 28 milioni di persone, è uno degli stati più belli dell’America meridionale, sia per le grandiose vestigia del suo passato e per il ricordo dei suoi favolosi tesori, sia per le varie e stupende attrattive dei suoi paesaggi che vanno dall’essenzialità dei deserti costieri alla grandiosità delle vette andine e alla misteriosa bellezza della foresta amazzonica. Si identificano quindi in senso verticale tre aree geografiche ben distinte: la costa, tanto amata dai colonizzatori spagnoli, la sierra e la regione forestale.

Nonostante gli stranieri abbiano sempre accentuato l’importanza della costa per i Peruviani il cuore del Paese è rappresentato dalla sierra, la spina dorsale del grande corpo peruviano con le sue vette che si spingono oltre i 6000 metri. E nella sierra ebbe sede l’impero degli Incas che avevano unificato tutti i territori delle Ande, consolidando e difendendo la civiltà delle popolazioni locali. Gli Incas infatti non erano guerrieri ma conquistatori ed organizzatori: essi rispettavano le abitudini di vita e gli dei di tutte le popolazioni a loro sottomesse. Non potendo accedere ad alcuna documentazione originale (gli Incas, pur sapendo come effettuare sofisticatissime operazioni di perforazione del cranio, non conoscevano la scrittura), le uniche informazioni giunte a noi sono quelle dei cronisti dell’età spagnola, doverosamente epurate dell’aspetto autocelebrativo riguardante le attività di conquista. Osservando gli elementi che testimoniano la loro organizzazione sul territorio si intuisce una specie di ossessione che essi avevano per la geometria ed il rigore: ogni cosa era suddivisa, misurata, regolata. Le strade attraversavano in linea retta tutto il territorio dell’impero, le pendenze più ardite erano superate da scale simmetriche, i fiumi erano attraversati da ponti sospesi a grande altezza quasi a ricercare ossessivamente una semplificazione e una regolarità frutti di grande volontà e maestria.

Un viaggio in Perù è sempre molto impegnativo dal punto di vista fisico dato che si raggiungono altitudini che comportano qualche problema di adattamento nei primi giorni di permanenza. In alta quota (già sopra i 1900 metri) l’aria è più rarefatta in quanto l’ossigeno diminuisce e generalmente il nostro fisico, non abituato a respirare in quelle condizioni, risente di un subitaneo affaticamento, di debolezza diffusa, mal di testa, leggera nausea e una leggera tachicardia. Si tratta del “mal di montagna” conosciuto in Perú come "soroche". Generalmente i sintomi sono lievi e spariscono dopo i primi giorni. Onde superare queste difficoltà è opportuno evitare il fumo, l’alcool, i pasti serali troppo pesanti oltre ad un eccessivo affaticamento. Chi soffre di disturbi cardiocircolatori come ipertensione arteriosa o cardiopatie, disturbi respiratori come asma, enfisema o bronchiti deve senz’altro seguire le indicazioni del proprio medico prima di effettuare un viaggio in questo Paese.

Clima
Il Paese gode di un clima diversificato anche se, per la sua ubicazione geografica, il clima è prevalentemente tropicale, con precipitazioni abbondanti, alte temperature e vegetazione lussureggiante. Molte però sono le varianti come nella Sierra, o zona Alto Andina dove il clima è vario, con caratteristiche locali che dipendono dai rilievi e dalle diverse altitudini del territorio. Sulla Cordigliera Negra il clima è freddo e secco mentre è proprio d'alta montagna con nevi perpetue sulla Cordigliera Blanca. Scendendo sul versante orientale delle Ande si incontrano poi altre zone climatiche come nelle valli dell'alto Rio Marañon e dell'alto Rio Huallaga dove il clima è temperato, con precipitazioni estive. La zona amazzonica è caratterizzata invece da una umidità permanente. Semplificando possiamo riconoscere due stagioni: una umida e l’altra secca. Durante l’estate (da gennaio a marzo) il cielo è limpido ed il clima caldo e umido. Nel corso degli altri mesi è quasi sempre presente una foschia grigia chiamata "garùa" che non permette quasi mai la visione del sole. Sulle Ande (zona di Cusco e Puno) la stagione migliore va da aprile a novembre quando il clima è secco, mite di giorno e freddo di notte (minime/massime 1/22°C). Da dicembre a marzo (estate australe), le temperature minime sono più alte (6/7 °C) ma sono possibili piogge e repentini annuvolamenti.

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