Namibia
ITINERARI: Namibia
RISORSE
La Namibia si trova a sud-ovest del continente africano, affacciata sull’oceano Atlantico per 1.600 Km. Occupa un territorio di 823.169 Kmq ed ospita poco più di 1.500.00 abitanti. Fra i fiumi vi sono il Cunene e l’Orange a occidente del 20° meridiano. I confini, secondo l’uso coloniale, sono tracciati seguendo le linee di meridiani e paralleli: a nord l’Angola, a oriente il Botswana (e un piccolo lembo di Zambia) e a sud sud-est il Sudafrica.
La costa arida, sabbiosa e difforme, è caratterizzata da un territorio rialzato a dune che si protendono verso il mare proteggendo piccole insenature poco profonde. Le dune, disposte parallelamente, si elevano fino a cento metri e penetrano nell’interno per oltre 5 Km costituendo così, oltre a un bellissimo e inconsueto paesaggio, un’autentica barriera naturale. Oltre questa barriera, nell’interno, si trova una lunga e ampia striscia di terre basse: il deserto (o pianura) di Namib. Al centro si trova invece un vasto altopiano con vette che giungono fino a 2.400 metri. Infine a oriente si trova la grande conca del Kalahari, inciso dall’azione erosiva dei corsi d’acqua che hanno creato spettacoli naturali davvero suggestivi. Un territorio stupefacente e vario abitato prevalentemente dai popoli Bantu provenienti dalle regione dei grandi laghi equatoriali. Il nome “Namibia” (da quello del deserto del Namib che, come abbiamo detto, occupa l’intera fascia costiera) fu imposto dall’Onu nel 1968 in sostituzione della vecchia denominazione coloniale Africa del Sud-Ovest. Di fatto il Paese è indipendente solo dal 1990: i coloni tedeschi vi giunsero nel 1884 e vi restarono fino alla fine della prima guerra mondiale quando venne assegnata e annessa al Sudafrica.
La Namibia è dunque un paese di grande varietà, terra di contrasti, di paesaggi dolci e zone aspre, di spazi sconfinati e dune che entrano nel mare; un autentico concentrato del Continente nero con il deserto, le savane, le montagne e le antiche etnie. Gli abitanti della Namibia appartengono ad almeno 11 principali gruppi etnici diversi tra cacciatori, raccoglitori, abitanti delle campagne e delle città ma è anche molto consistente la rappresentanza tedesca e sudafricana. Il gruppo etnico più cospicuo è quello degli Owambo (650.000), che vivono soprattutto nel nord. Un tempo erano governati da un re ma oggi è subentrato un consiglio di capi che gestisce la distribuzione delle terre alla popolazione. Ogni famiglia vive in un kraal o eumbo, un villaggio delimitato da uno steccato, costituito da capanne circolari o quadrate con un tetto di paglia e magazzini per mahango (il miglio con il quale gli Owambo producono birra). Al centro del kraal si trova l'omulilo gwoshilongo (fuoco sacro), un ceppo di monopane fatto ardere giorno e notte. Attorno al kraal si stendono le terre assegnate alla famiglia, in parte coltivate in parte utilizzate come pascolo. Ultimamente molti Owambo si sono trasferiti nelle grandi città del sud per lavorare come artigiani e operai. Le altre tribù importanti del Paese sono i Kavango, i Damara, i Nama, i Basters e gli Herero (Himba). Un gruppo più esiguo, i San, aveva un tempo il proprio sistema di divisione della terra e all'inizio del XIX secolo gestiva una delle più estese reti pre-coloniali di commercio nella regione.
Clima
Il periodo migliore per visitare la Namibia è la stagione secca che corrisponde alla primavera e all’inverno australe, ovvero da maggio a ottobre quando le precipitazioni sono quasi assenti e gli animali si possono avvistare con facilità in corrispondenza delle pozze d'acqua. In questo periodo il clima è mite, il cielo senza nuvole anche se, nei mesi di luglio ed agosto può fare anche molto freddo. Invece, durante l’estate australe (da dicembre a marzo) fa molto caldo ed alcuni territori possono essere faticosi da visitare anche se le piogge conferiscono al paesaggio colori davvero stupendi.